Ci sono famiglie in cui il mestiere non si sceglie: si respira.
La famiglia Alfano appartiene a quelle stirpi contadine dove la terra, gli animali e il lavoro onesto sono parte del sangue.
Tutto comincia tra le colline di Priscoli, a Mercato San Severino. Qui, tra pascoli aperti e aria pulita, nasce e cresce l’allevamento di Raffaele Alfano, il nonno. Uomo di poche parole e mani segnate dal lavoro, Raffaele orfano di padre conosceva ogni capo per nome, sua mamma Ciardi Antonietta dopo la grande guerra vendeva latte alla minuta ai popolani, e lui aveva trasformato l’attività in allevamento e macellazione. Sapeva che la qualità nasce prima di tutto dal rispetto per gli animali e ancora oggi, quell’allevamento esiste. È lì, come una radice che non si spezza. È il cuore antico della famiglia.




Nicola: la continuità della tradizione
Il figlio di Raffaele, Nicola Alfano cresce tra stalle, fieno e sacrifici. Da ragazzo impara presto che l’allevamento non è solo fatica, ma responsabilità. La mamma da ragazzo, lo trovava spesso addormentato nelle mangiatoie a testimonianza della sua passione per gli animali .Non era solito nutrire gli animali, è stato custode di una promessa fatta al nonno: portare sulle tavole delle famiglie carne sana, controllata, genuina.
Nicola non tradisce l’eredità del padre. La porta avanti. Ma sente anche il bisogno di fare un passo in più: trasformare quella qualità allevata con cura in un punto di riferimento per il paese. il 20 ottobre del 1989 apre la sua prima macelleria in via Ciorani a Priscoli.
Dopo 32 anni, con al suo fianco la moglie Giovanna Siena, donna forte e determinata, decide di ampliare aprire una nuova macelleria più grande, insieme ai figli ormai adulti Vincenzo e Raffaele Non un semplice negozio, ma un luogo dove la tradizione dell’allevamento incontra la fiducia del cliente. Il 21/10/2021 nasce l’attuale Macelleria Alfano sita in via Marcello: Nel tempo, i figli Vincenzo e Raffaele crescono respirando lo stesso profumo di carne fresca, di banco pulito, di lavoro fatto con orgoglio. Non è un mestiere imposto: è un’identità. L’eccellenza della qualità da proporre ai clienti spesso li spinge in altre regioni o provincie alla ricerca dei migliori prodotti caseari e di nicchia.

Oggi, nella macelleria di via Marcello a Mercato San Severino, la famiglia si presenta unita dietro il banco. La scena raccontata anche nella fotografia parla da sola:
Le pareti bianche e ordinate, simbolo di pulizia.
Gli strumenti disposti con precisione.
Il banco lucido, specchio della cura quotidiana.
I volti fieri di chi sa cosa rappresenta quel luogo.
Vincenzo e Raffaele, in giacca bianca da lavoro, incarnano la nuova generazione: professionalità, formazione, attenzione al cliente. Accanto a loro Nicola e Giovanna rappresentano le fondamenta, l’esperienza, la memoria.

Non è solo una macelleria. È una storia familiare che continua. Dall’allevamento al banco: filiera e qualità
Ciò che distingue la famiglia Alfano è la continuità tra origine e vendita.
L’allevamento di Priscoli garantisce controllo e selezione.
La macellazione segue criteri rigorosi.
La lavorazione avviene con attenzione artigianale.
La pulizia è una priorità assoluta.
La qualità non è un’opzione, è una regola.
Qui si trovano tagli scelti con cura, preparazioni tradizionali, prodotti che rispettano le ricette di una volta. Ogni pezzo racconta una storia di campagna, di pascoli e di stagioni.

Una famiglia, un territorio
La forza degli Alfano è il legame con Mercato San Severino. Non sono solo commercianti: sono parte della comunità. Generazioni di clienti li hanno scelti perché dietro ogni acquisto c’è una stretta di mano, uno sguardo sincero, una garanzia non scritta ma concreta.
Dalla bisnonna Antonietta al nonno Raffaele nei campi di Priscoli, a Nicola e Giovanna che hanno costruito il punto vendita,
fino a Vincenzo e Raffaele Alfano che oggi guardano al futuro, la famiglia Alfano dimostra che la tradizione non è qualcosa di fermo nel tempo. È un’eredità viva.
E finché ci sarà qualcuno dietro quel banco, con lo stesso orgoglio negli occhi, la storia continuerà.
